Volevo chiedere scusa a tutti quanti per la mia prolungata assenza ma questa maledetta storia del cambio totale di vita mi ha portato via un po' di tempo.
Innanzitutto volevo subito smentire tutte le dicerie sul mio conto, non sono vere, io non sono stato in galera, non mi sono mai operato alle corde vocali ne ho mai fatto rapine.
Il tema di oggi vuole che io faccia qualche geniale considerazione sui vostri ritmi di vita quotidiani che vi stanno ditogliendo, diciamoci la verità, dal pensare tutto il giorno a me.
Volevo quindi confrontare la giornata tipo di voi insignificanti mediocri e io, genio filosofo godereccio.
Normalmente un insignificante soggetto qualsiasi (tipo te) si alza la mattina, fa colazione e passa tutto il resto della giornata a sperare in qualcosa di meglio.
Io normalmente, vero cultore del godimento portato all'inverosimile, mi alzo la mattina e passo tutto il giorno a sperare che voi mi diate dei soldi per queste consulenze o in alternativamente possiate morire tra le fiamme infernali di satana.
A parte gli scherzi:
Uomo medio
Si alza la mattina fa colazione, va in ufficio, lavora, esce dall'ufficio, spesette, cena, tv, letto e si ricomincia da capo. Insomma un cane che si morde la coda, una routine quotidiana devastante.
Carlone
Si alza la mattina fa colazione, va in ufficio, lavora, esce dall'ufficio, spesette, cena, tv, letto e si ricomincia da capo. Insomma un cane che si morde la coda.
Ecco potete notare che Carlone (che sarei io) fa le stesse cose tranne "una routine quotidiana devastante": questo perchè non me la sentivo di essere uguale uguale a un uomo medio anche se suddetta frase non rigurdava logicamente le precedenti ma fungeva da emblema.
Di conseguenza ora è meglio che chiudo qui questo schifo perchè sinceramente voi mi fate veramente schifo tutti. Siete schifosi.
Ciao amici!
Dimenticavo... una raccomandazione:

C’era una volta uno stregone, e aveva due figlie, che si volevano molto bene ma cosi tanto bene che si baciavano sulla bocca, ma il vecchio non si fidava di loro, temeva che potessero rubargli le sue preziosissime formule magiche e che fossero oltremodo lesbicone. Allora trasformò la primogenita in un deltoide e la secondogenita in una focaccetta. Le due giovinette assumevano il loro aspetto lesbo-umano soltanto dalla mezzanotte fino alle tre del mattino, il tempo per potersi baciare sulla bocca e fare altre cose che non posso dirvi perché questa è una favola della buonanotte, non del buon pomeriggio.
Una notte la maggiormente lesbica delle due sorelle si recò dal mago della Vecchia Quercia Detonante Favolosa, e rimase enormemente stupita quando si trovò davanti un giovane gay, più o meno della sua età.
Il mago le chiese la ragione di quella inaspettata e godereccia visita, allora la fanciulla iniziò il racconto della sua triste storia, bestemmiando il papa e tutti i santi. Il giovane mosso a pietà da cosi sacrileghe blasfemie decise di aiutarla (solo dopo lauto compenso in natura) e la mandò da suo fratello minore, il mago del Giovane Deltoide Abete Finfarlo , anch’egli di bellissimo aspetto di faccia, ma fisicamente sembrava un fungo brufoloso.
La giovinetta in tutta fretta raccontò nuovamente la vicenda perché si era anche devastata i maroni di ripetere le stesse cose, purtroppo di quella notte le rimaneva a disposizione un’altra sola ora, e poi si sarebbe trasformata in deltoide.
Il mago del Giovane Deltoide Abete Finfarlo mise nel deretano della fanciulla un maniglione d’oro e le spiegò che alla mezzanotte di prima luna piena avrebbe dovuto metterlo al deretano del padre pronunciando la formula magica “ohhhhhhh yeah what amaragana auè, auèèèèèèè si o no”. La giovane donna raccontò tutto alla sorella lesbicona, le diede un bacio con la lingua e alla mezzanotte di prima luna piena si recarono, dopo tanto tempo, alla casa del padre, il quale appena le vide si masturbò violentemente, ma la maggiore delle figlie gli fece vedere il maniglione d’oro. La fanciulla conosceva bene l’avidità anale del suo papà, il quale le fece accomodare in una stanza. La giovane prontamente gli piazzò nel deretano il maniglione d’oro pronunciando la formula magica, e in un attimo il padre stregone fu trasformato in un detonatore e il maleficio fatto alle sorelle fu spezzato.
Le due fanciulle si misero ad amoreggiare fortemente dopo l’accaduto andarono dai due fratelli per ringraziarli e restituire il prodigioso maniglione d’oro, poiché i due maghi vivevano da soli invitarono le giovinette a far loro lotte nel fango, e lap dance su un tronco scheggioso. E fu così che vissero felici e contenti per tutta la vita.
Tale favoletta ci insegna che a volte è molto meglio bere un bel bicchiere di grappa, se non riuscite a prendere sonno, STRONZI.
PS
Tra pochi giorni il vostro amato Carlone cambierà luogo dal quale dispensare preziosi suggerimenti.
Come promesso al fido amico Save propongo un consiglio dal gusto importante per risolvere il problema delle diffuse crepe che si formano nei vostri zebedei in quel dell'ufficio, posto che voi non abbiate internet.
Oggi darò alcune delucidazioni su una caratteristica che accomuna tutti i miei dipendenti con i quali purtroppo condivido l'ufficio, ma non perchè sono al loro stesso livello, bensì per uno studio che sto effettuando personalmente riguardo il lato filosofico-sociale dell'aggregazione di larghi deretani, ciò mi impone di mischiarmi nella feccia.